PARTE 1
Per tornare a casa tutti i giorni verso le 18, minuto più minuto meno, passo per via Cappello. Musica nelle orecchie e passo spedito cerco di passare rapidamente una via già di per sè trafficata da pedoni e turisti che bloccano il passaggio inseguendo ombrellini.
Ieri era qualche minuto in più così oltre a chi mi vorrebbe fermare e chiedermi per la decima volta che libri leggo, c'è anche un ragazzo di Greenpeace.
Io con i ragazzi di Greenpeace non vado molto d'accordo. Intendiamoci: non con l'idea, giusta, o con l'associazione in sè, ma proprio con i ragazzi. Non so perchè ma riescono sempre a farmi pensare che se fosse per come cercano di convincermi loro sarei io il primo a far estinguere panda e balene. Credo sia proprio il loro modo insistente a volerti convincere che loro fanno le cose bene e tu devi aiutarli.
A riprova della loro insistenza, tipica di certo estremismo aldilà degli schieramenti , il ragazzo in questione, nonostante i miei palesi tentativi si svicolare mi raggiunge e tenta di bloccarmi. Di fretta e già abbastanza scocciato della sua presenza (sì, in strada sono cattivissimo, al limite dello stronzo e dell'aggressivo) non ascolto nemmeno le sue proposte e gli dico, con gentilezza inattesa, :"No, grazie, non mi interessa". Al che lui, aggrappandosi a non so cosa, invece di incassare e lasciar perdere, mi fa: "Ma come, uno come te?".
"Uno come te chi?", penso io, e gli rispondo, continuando il cammino: "Sì, appunto!".
Accelero e lo lascio sul posto, ringhiando senza voltarmi.
Pochi metri e avvisto una sua collega piazzata più o meno a metà via. Stessa pettorina verde e aria da sinstroide per moda.
Anche lei , in barba alla mia collaudata tecnica di nascondermi dietro una coppia di anziani turisti stranieri, non demorde e mi raggiunge.
Ma io gioco d'anticipo: "Niente da fare. Ci ha già provato il tuo collega dietro. Buona fortuna, ragazzi!". Lei, forse sorpresa forse stanca, molla la presa e partorisce solo una sconsolata risposta di augurio di egual tenore.
Fra lo scosso e l'infastidito percorro gli ultimi metri di via fino a raggiungere l'imboccatura della piazza in cui sfocia la via. Quand'ecco la sorpresa.
Evidentemente avvezzi a frequenti rifiuti, quelli di Greenpeace non demordono e piazzano un terzo elemento fra me e il mio scopo. Un'altra ragazza in verde si avvicina con fare inquisitorio e quasi soddisfatto ("Aha! Questo lo brinco!).
Senza nemmeno guardarla in faccia sputo qualcosa tipo:"0 su 3, mi spiace! Ciao!". Più basita che offesa la giovane non capisce e chiede:"Come 0 su 3!?". Ma ormai è tardi e sono metri avanti...
PARTE 2
Oggi circa alla stessa ora, forse qualche minuto meno, ripasso per la stessa via. Quelli di Greenpeace non ci saranno, sono certo. Difficile che i loro sano appostamenti stanziali, ieri era un caso. E infatti non ci sono.
Però c'è una marea di gente davanti a Fnac!
Gente... A guardar bene sono giovanissimi, ragazzini, preadolescenti e genitori al seguito.
Cosa ci fanno lì? Fnac è un classico ritrovo per fanciulli in età medie/prime superiori, ma la mattina, quando si salta scuola e quello è il posto più vicino e interessante, non alle 18.30. E poi ci sono pure gli adulti.
Studio la situazione: giovanissimi (soprattutto ragazzine finto alternative), qualche brufoloso spaesato e molti adulti scocciati. Visto che non è stagione di saldi si tratterà d'altro, penso io. Ma cosa?
Spesso Fnac ospita nel suo forum all'ora dell'aperitivo personaggi del mondo della musica, della letteratura e dello spettacolo, ma di solito si tratta di artisti poco attraenti per ragazzi di quell'età.
Decido che la cosa, miracolosamente per i miei standard, mi incuriosisce e provo ad origliare voci e commenti senza, in vero, scoprire particolari utilli. Allora entro nel negozio alla ricerca di cupon illustrativi. Non ne vedo ed esco.
Poi però la curiosità mi attanaglia e ci riprovo. Rientro da un altra porta e li vedo. I depliant con il programma di questo mese. E al giorno 8 aprile c'è la risposta alle mie domande.
Al giorno 8 aprile ci sono loro: i SONHORA!!!!
Con un ghigno tra il divertito e il compassionevole mi dileguo.